sabato 23 agosto 2014


MARIALIDIA BAMBINA tutta colpa di Dio o por merito suo 

Marialidia bambina, all'inizio t'incuriosisce, “tutta colpa di Dio o por merito suo.”ti domandi “cosa vuol dire l'autore”? Poi inizi a leggere e una lacrima scende... un ricordo non tanto vago,anzi sempre immagine viva, il primo racconto un bimbo rifiutato, poi donato.Tutti i protagonisti con un unico filo conduttore Dio e i bambini, morti tutti prematuri, e per morti violente. Un Dio particolare che ama fermarsi con i bambini, oppure che va a spasso per il mondo in incognita, sempre con quel pensiero, ho dato facoltà di scegliere all'uomo, io non posso modificare il suo destino. Bambini figli di questo mondo, strano come ci si dimentica che sono così fragili nella loro forza.Creature strappate “ mi piace pensare strappate ad un destino forse poco felice”,se si lascia nello sconforto chi li amava, io me lo sono sempre chiesta il PERCHÈ. Ma in questo raccontare di un padre, come se volesse essere comunque spettatore di una crescita-non crescita, il veder giocare sempre ( quasi sempre ) felici questi figli io mi sono trovata, in un luogo magico e felice.

1Michele non voglio farle domande banali, ma leggendo il libro si percepisce un dolore profondo,
dopo quanto tempo è riuscito a scrivere questi meravigliosi racconti?

Quanto dolore costa elaborare un lutto? Nessuno può sapere, pensi che, ho perso mia madre quando ero già abbastanza adulto, per abbastanza adulto intendo dire padre di tre figli, eppure ci ho messo otto anni prima di andarla a trovare al cimitero! Quasi che rifiutassi la sua morte! 
Marialidia??? Marialidia è stata una bambina che ho voluto con tutte le mie forze, con decisione coraggio perseveranza! Dio me l’ha data e me l’ha tolta. Ha fatto un gioco di prestigio, quasi a non farti capire se era un premio o una punizione! Dolore? Sopravvivere ad un figlio è terribile, non esiste devastazione più completa. Da quel momento tutto è cambiato. Sei semplicemente un padre che ha perso sua figlia! Indicibile. 
Tornando alla domanda,certo ci ho messo un po’ prima di capire,capire di sapere scrivere e, poi che la mano di Dio reggeva la mia per scrivere quelli che lei chiama splendidi racconti, non so se lo sono ma, lo spero; anche se devo dirle, la commozione che ancora mi suscitano leggendoli, non deve essere assolutamente casuale. Quasi quasi ci credo anche io che sono belli.

2 Crede in Dio si legge fra le righe, il dolore lo ha avvicinato di più alla religione?

Non credo in Dio. Non credo da molto tempo oramai. Anche se devo dire che da ragazzo sono stato seminarista dei Salesiani, con la netta convinzione di diventare prete! Gli studi scientifico-filosofici poi mi hanno portato lontano dalla fede. Dio l’ho riscoperto quando avendo bisogno di prendermela con qualcuno per aver perso mia figlia, è con lui che me la sono presa, e chi meglio di lui si può bestemmiare quando hai bisogno di bestemmiare? I miei studi mi hanno portato ad avere in simpatia il Dio degli Ebrei, o almeno a pensare Dio come lo pensano gli loro. Ecco, loro gli danno del tu, e lo minacciano persino di chiedere conto a Lui, delle nefandezze e ingiustizie che accadono su questa terra, così avvicinandomi a questo tipo di Dio ho deciso di dargli un compito:” quello di tenere per mano mia figlia, e la seguisse lui, visto che aveva deciso di togliermela anzi tempo. E devo dire che un po’ di vendetta esiste in questa mia scelta. Quasi a dire: me l’hai tolta? Bene ora è un tuo grattacapo! Anche se avrei preferito averne cento di grattacapi così.

3 In questi racconti parla di bambini reali, come ti sei approcciato alle loro storie?

Avevo conosciuto su internet una Signora Svedese sposata viveva col marito in Sicilia, anche lei mi raccontò di aver perso una figlia, però per colpa del marito, aveva tentato un suicidio omicidio con la bambina handicappata dalla nascita, L'uomo prese la figlia, la mise in macchina e tirò dritto verso il mare , Marianne morì lui no! Andò sotto processo condannato sia in primo che in secondo grado. La storia mi colpì talmente tanto che decisi di far incontrare le bambine nel limbo, nacque così il racconto MARIALIDIA E MARIANNE a parer mio è forse il più bel racconto del libro! 
Poco dopo la morte di mia figlia morì Samuele di Cogne. 
La storia mi prese così tanto che ho successivamente studiato gli atti del processo, letto perizie medico legali sul corpicino del piccolo, ho letto, tutta la letteratura sul caso, il “libro di Maria Grazia Torre” (compianta scrittrice e giornalista), è stato illuminante , le prove tecnico legali, mi hanno portato alla convinzione non solo istintiva, che Annamaria, sia del tutto innocente. Il racconto l'ho fatto leggere al Sig. Mario Lorenzi, papà di Stefano, marito della Franzoni, il quale mi rispose compiaciuto, complimentandosi con me e affermando testualmente: “ Complimenti lei ha saputo trarre da una disgrazia una favola piacevole!” 

4 Mi piace il suo modo di far ragionare Dio, spesso quasi frustrato dall'incapacità degli uomini
di usare l'intelligenza, che mi dice in proposito? 

Ho detto di Dio già precedentemente, ora sono un Ateo costruttivo, mi sto creando un Dio a mia immagine e somiglianza, per poi rivoltare la frittata ed arrivare a Lui. In Sostanza sto mescolando vecchie conoscenze, “credo non siano poche”, convinzioni filosofiche, e realtà vera per arrivare, se è possibile ad un Dio non con la fede ma, con la ragione. Molto semplicemente parto dall’assioma che se Dio ci ha fatti a sua immagine e somiglianza,e se Lui è l’Assoluto, noi siamo parte dell’assoluto. Se Dio è Assoluto è pieno completo non gli manca niente. Ma la rivoluzione, mia personale che ora compio è questa: se Dio è tutto è anche male cattiveria aggressività, non solo bene, bontà amore. Detto questo la nostra mente limitata non riesce a cogliere il perché del male sulla terra, se c’è un Disegno divino o del destino in tutto questo <nel libro viene persino affrontato sia pure velatamente la questione Dio e del Destino. Nel racconto di Cicco e Tore, infatti Dio dice che le cose sono oltre la sua volontà, per cui lui è un Dio da Dio! Ora non voglio trasformare l’intervista in un discorso teologico, non mi sento né preparato e nemmeno intendo farlo; però mi sono creato un Dio nel momento del bisogno. 

5 Bello l'incontro fra Lilli e i nonni, lo stupore di comprendere di una nipotina mai conosciuta
le mancano anche loro da come ne ha parlato.

Marialidia si chiama così perché le imposi il nome delle mie due mamme, evito di raccontare perché ne ho avute due, ma sappiate che, una era migliore dell’altra e viceversa, entrambe comunque hanno allevato uno come me e non è poco, ahahah! La mia mamma, quella naturale per intenderci, si chiamava Anna Maria, la seconda, quella che mi ha formato culturalmente come uomo e padre, Lidia. Il nome Anna lo avevo imposto già ad un’altra mia figlia, e dunque in onore delle due mamme chiamai mia figlia Marialidia. Per motivi che non è il caso di raccontare, nessuna delle due conobbe la piccola. Mia madre Lidia non era ancora morta al momento della stesura del libro e dunque ho fatto conoscere mia figlia a mio padre e mia madre naturali nel paradiso un incontro credo tra i più esaltanti e commoventi. Certamente molto molto realistici. 

Per concludere vorrei accennare alle opere pittoriche inserite nel libro che sono di Assunta Fino, che ha curato la copertina traendo un quadro dal racconto Marialidia e Marianne, Dario Delvecchio ( solo 12 anni ) ha tratto un’opera grafica dallo stesso racconto. Maria Luisa Russo ha disegnato la caduta di Ciccio e Tore nel pozzo di Gravina. Iris Del Vecchio Pittrice Milanese, ha invece tratto due opere una dell’incontro tra Marialidia Marianne e Giacomo, mentre la seconda raffigura l’incontro di Marialidia nel Paradiso con i nonni. Marcelo Carbone mi piace ricordarlo, perché è quello che ha curato la grafica del libro imponendo una cadenza Brasiliana come lui, quando scrive “tutta colpa di Dio o “por” merito Suo!” Grazie a Tutti. Un Caldo abbraccio a te Fioralba!

Finito di leggere, l'impatto è stato lacrime, dolore, tenerezza, serenità e tanto tanto amore.
Racconti impregnati d'amore per i bambini, dove la sofferenza di un Babbo,( lo chiamo come ho chiamato sempre il mio ) si placa immaginando un mondo meraviglioso dove Marialidia, la figlia dell'autore, è immaginata al sicuro nelle braccia di un altro Padre (Dio), queste l'emozioni,immediate... DA LEGGERE E TENERE SUL COMODINO nelle sere in cui abbiamo un dolore che non si placa.
Fioralba Focard

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