venerdì 24 novembre 2017

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Concorso SCREPwebMAGAZINE



venerdì 17 novembre 2017

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA

PROSSIMAMENTE IN LIBRERIA
editor Fioralba Focardi ..

Vi presento un pezzo di un libro che sto curando "PRIME DIE" di Massimiliano...per ora è ancora in fase di editing ma posso darvi alcuni dettagli che vi faranno comprendere che varrà la pena una volta in libreria LEGGERLO. Un romanzo in cui le vicende dei protagonisti, si mescolano a momenti violenti della storia del nostro lontano passato. La vicenda si svolge ai nostri giorni, coinvolgendo giovani Donne e di conseguenza altri personaggi creati con maestria dal nostro autore. Un romanzo avvincente che saprà conquistarvi fin dall'inizio.
Buona lettura
Fioralba Focardi  ...
   

"Wrightwood 8 marzo 2015
Verso sera nella foresta che circonda Wrigthwood i colori brillanti lasciano il passo alle lunghe ombre tracciate dalle imponenti sequoie, i rumori si diluiscono variando i toni, l’aria è più corposa. Wrightwood, è situato all’estremo Nord della Foresta Nazionale Californiana, ha in se, tutte le caratteristiche di una città di passaggio, la quale rimane nella mente dei turisti rinfrancati dalla sosta, solo come un insieme di case costruite in un bacino di natura allo stato puro. Non serve la fantasia per immergersi in un paesaggio meraviglioso quanto impervio, verde, attraente e misterioso. A sud, un gruppetto di piccole case in legno sembra definiscano il confine con la civiltà, prima di immergersi nei suoi smisurati boschi ai piedi delle montagne di San Gabriel. In quell’ultimo drappello di baite, una in particolare, ai piedi di una sequoia centenaria, pare ascoltare il vento, mentre si disperde tra le frange della foresta circostante. Sembra di tutte la più grande, e forse, da fuori, anche la più ordinata. Tre lati in legno e in fondo l’ultimo in pietra, che delinea anche la canna fumaria del camino. Tutte le finestre sono ad altezza uomo, la porta è robusta ma senza serratura esterna. Gli ultimi bagliori del giorno permettono di intravedere una tremolante luce dall’interno. Migliaia di libri aperti ed usurati invadono la casa, circondati da fogli e foglietti ricolmi di formule incomprensibili ed immobili, ove la scarsa illuminazione non rende merito all’inconsapevole eleganza grafica di tali dottrine intuitivamente visionarie. Una mano elegante posa una vecchia penna al cospetto di un virtuosismo teorico, che tra realtà e verità cerca affermazione dentro teorie di tempo, gravità ed universo, mentre un soffio spegne una candela lasciando nel buio gli antichi dilemmi quantistici. Il rumore di una sedia lascia il posto a dei passi lenti e leggeri; l’ambiente cerca luce dall’esterno, e le malridotte persiane non sono di grande ostacolo. L’aria è profumata e fresca, i passi finiscono davanti ad una finestra, e dalla penombra si intravede una figura robusta osservare in rispettoso silenzio i primi panorami notturni. Pare ascoltare il suo respiro mentre cerca di trovare qualcosa di reale nel buio dei suoi pensieri, sfuggito sinora alle sue visioni. I suoi ritmi sono calmi, pacati, non tengono conto del tempo intorno a lui. E’ disinteressato del mondo e delle sue manie, ama la notte con i suoi brevi rumori, nell'attesa di capire cosa fare. In qualche modo era come se aspettasse questo grido di aiuto, ed è arrivato proprio dal suo ricordo più bello, dalla sua Loren. Doveva mantenere una antica promessa. Doveva tornare.
Un altro cielo stellato sorveglierà i boschi di Wrightwood."

domenica 29 gennaio 2017

ADDORMENTARSI ADDOSSO

Un fuoco
acceso di scintille
arde sulla pelle.
Mani di ghiaccio
accarezzano brividi
e tu sei Dio di questi attimi
danzando dentro al vulcano
sfidi il suo glaciale furore.
Vento di tempesta
ulula un lupo nella mente
sconvolgendo il ritmo
del suo sferzare l’onda,
e sei la violenza
della luna alla notte
che nega la sua colpa,
nel giorno di sole spento
tremanti steli di follia
scendono a toccare l’infinito.
Sentire solo i cuori
cantare al ritmo di questa danza
amanti ebbri di passione
sconvolgono l’ordine delle note
baciando l’anima
strappando catene
fuggono e ballano le pupille
guardandosi negli sguardi.
Addormentarsi addosso
resta un dono per il mattino.

29/01/2017
diritti di proprietà intellettuale dell'autrice
Fioralba Focardi
immagine presa dal web

martedì 24 gennaio 2017

sabato 21 gennaio 2017

GIOCANDOMI DI SGUARDI



Afferra le mani
e prova a farmi ballare
un duetto cantare
portami in riva al mare.

Sono egocentrica se so che ….

Mi pensi
e se lo fai
sorrido canto ballo
immagino.
È come se tu
fossi sempre al fianco
o sull’altro lato della strada
ridendo osservi
l’allegria che il tuo silente pensare
accompagna le ore….

Tu che sei eco
risuoni rintocco del desiderio
lieve nelle vene
accarezzando la fantasia
sciogliendo ghiacciai
giocandomi di sguardi.

21/01/2017
tutti diritti sono di proprietà intellettuale
dell'autrice
Fioralba Focardi
immagine presa dal web

venerdì 20 gennaio 2017

DIMMI

Dimmi se senti questo silenzio
se hai voglia di finto calore
se poi ti manco
quando ti perdi in clandestini porti.
Dimmi se nei pensieri ti esplodo
portandoti dentro
quel doloroso assenzio
verde torpore dell'assenza.
Dimmi se nelle notti
quando sei solo chiami il mio nome
sul tuo fianco nudo guerriero
e sulle labbra vorresti della vita il miele.
Dimmi se hai freddo stasera
se le mani possono dare calore
o se i ricordi strisciano dentro
la voglia di quei corpi abbracciati
in quel letto disfatto
troppo belli per essere veri.

20/01/2017
tutti i diritti sono di proprietà intellettuale
dell'autrice
Fioralba Focarxi
immagine presa dal web.

mercoledì 18 gennaio 2017

ORA CHE SI MANCANO GLI OCCHI

Un eco dentro l’animo di uomo
racconta di un giorno lontano
sono stralunati bisogni
la ricerca di un corpo
forse
o solo una rosa
da accarezzare.
Sulla punta delle dita
carezze sfuocate
desideri disordinati
ricordi lievi
peccati persi
brividi e sete
bocche avide
assetate di troppi ieri
sfamando domani.
Sottovoce tornano parole
sussurri senza senso
o forse erano arabi pensieri
rincorsi dietro a dune rosse fuoco
deserto dentro l’anima
ora che si mancano gli occhi.

18/01/2017
diritti intellettuali di proprietà dell'autrice Fioralba Focarxi
immagine presa dal web

giovedì 5 gennaio 2017

QUESTI FIGLI

C’è un giardino
dentro i miei sogni
fiori colorati
erba soffice e verde
risate
voci e allegria
e tutti sono felici.

Ma non esiste un mondo cosi.

Una bomba
una mina
un mitra
un agguato
la fame
la sete
il caldo
il freddo
la violenza
i morti.

Esiste un mondo così.

Se parlo di Dio
parlo d’amore
almeno è quello che credo.

Eppure cadono
foglie d’autunno
che non vedranno mai primavera
E sono figli di questi tempi
questi figli
che non sappiamo proteggere
dalla nostra follia
sparpagliata d’egoismo
e ignoranza.
Noi
troppo ricchi
o troppo poveri
e senza cuore.

mercoledì 4 gennaio 2017

IN QUESTA CASA CHIAMATA VITA

Dell’allegria vorrei vendere a poco prezzo
la malinconia
che assale improvvisa
nelle ore disperse,
comprare un mondo diverso
pieno di stelle sulla strada maestra
alberi capovolti sulla mia testa
quando passa il treno sulla strada ferrata
che porta al tuo nido fuori dal mondo.
Vorrei poi prendere a calci le ore
come un pallone su di un campo arato
spighe dai chicchi viola
lavanda gialla di sole
e un sole azzurro a coronare
la notte che splende di giorno.
Dell’allegria
vorrei solo il sorriso
di un uomo una donna
vecchio o bambino
per un mondo che sappia alla fine
comprendere bene che amare
è l’unico modo per poter vivere
in questa casa chiamata vita.

martedì 3 gennaio 2017

DOLCI PAROLE DI FUOCO

Ti concederò
le grazie disperse
bailando
sul tappeto volante
giostra impazzita
gridando alla vita
baila mos stanotte
mi amor.
Argonauti
nel mistero di corpi
stretti legati disegnati
su tele grezze
dorate essenze
e fiori ornamentali
su deserti accaldati.
Mi corazón
piccante sapore
di miele
scioglimi
sciogliti
sulle labbra
dolci parole di fuoco.

lunedì 2 gennaio 2017

NEBBIA


Nella sera
la nebbia avvolge
figure ondeggianti
creando illusorie presenze.

Sfiorare un essenza
senza presenza.

Il suono ovattato
acuisce il dolore
e un canto mistico
assale la gola
si forgia nel pianto
e preme sul petto
la sua mancanza.
Chissà cosa manca
se del vuoto
riempiamo le stanze.

Nebbia
avvolge umidi ricordi
ossequiosamente  riposti
nel sarcofago troppo costoso
che è il cuore.