mercoledì 9 aprile 2014

«Io entrai a Firenze, Era/di notte.
 Tremai sentendo/quasi addormentato 
ciò che il dolce fiume/
mi raccontava. Io non so/ciò che dicono i quadri e i libri/
ma so ciò che dicono/tutti i fiumi. 
Hanno la stessa lingua che io ho. 
Nelle terre selvagge/
l’Orenoco mi parlava/ed io capisco, capisco/storie che posso ripetere. Ci sono segreti miei/che il fiume si è portato, 
e ciò che mi ha chiesto 
io vado facendo a poco a poco nella terra (...)».Pablo Neruda
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